{"id":14785,"date":"2018-07-23T00:00:00","date_gmt":"2018-07-22T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/demo.wabi.it\/le-manzane\/papercigno\/mal-dellesca"},"modified":"2018-07-23T00:00:00","modified_gmt":"2018-07-22T22:00:00","slug":"mal-dellesca","status":"publish","type":"papercigno","link":"https:\/\/www.lemanzane.com\/en\/papercigno\/mal-dellesca","title":{"rendered":"Mal dell\u2019Esca"},"content":{"rendered":"<p><strong>Ciao cari amici Wine lovers,<\/strong><\/p>\n<p>siamo in estate inoltrata ed il PaperCigno si guarda attorno perplesso&#8230; come me avrete sicuramente notato anche voi, durante le vostre passeggiate tra i vigneti, parecchie viti che presentano tralci e foglie con parti clorotiche anche importanti. Quelle viti soffrono del cosiddetto <strong>Mal dell\u2019Esca<\/strong>, una patologia nota da tempo, molto complessa, che colpisce tutte le viti ma soprattutto alcune variet\u00e0 pi\u00f9 sensibili quali Merlot e Cabernet e purtroppo anche il nostro amato Glera che ci dar\u00e0 il festoso Prosecco Superiore.<\/p>\n<p>I sintomi sono evidenti, tipici e iniziano dalle foglie basali dei tralci dove si notano <strong>macchie irregolari necrotiche<\/strong>\u00a0che lasciano in genere le nervature principali verdi; con il susseguirsi della stagione estiva tali macchie arrossiscono e necrotizzano ulteriormente fino a seccarsi con il conseguente deperimento della pianta.<\/p>\n<p>Gli agenti patogeni causanti il Mal dell\u2019Esca sono dei <strong>funghi che vengono trasmessi da vite a vite tramite la potatura secca invernale.<\/strong>\u00a0Tali funghi con il tempo occludono parzialmente i vasi linfatici del legno non permettendo il flusso regolare dell\u2019acqua e della linfa in cui sono disciolti i nutrienti che dalle radici vengono trasportati alla parte aerea della pianta. Ne deriva, specialmente in annate piovose come queste con rigogliose vegetazioni e conseguente richiesta di altrettanto abbondanti nutrienti, che questi ultimi a causa dei vasi parzialmente chiusi non siano sufficientemente disponibili creando uno scompenso nutritivo importante. In parole povere immaginiamo un tubo irrigatore parzialmente chiuso che non riesca a far passare l\u2019acqua necessaria a bagnare il nostro orticello&#8230; Purtroppo, perderemo sicuramente qualche ortaggio.<\/p>\n<p>Non esistono rimedi sicuri per questa malattia, cerchiamo di <strong>prevenirla con buone pratiche agronomiche<\/strong>, in primis non facendo tagli importanti in potatura invernale per non favorire l\u2019ingresso degli agenti patogeni all&#8217;interno del fusto. Qualora i tagli fossero necessari \u00e8 buona norma cercare di cicatrizzare la ferita. Ulteriore attenzione \u00e8 individuare le piante malate segnalandole con dei nastri per poterle potare successivamente a parte asportando dalla vigna i tralci secchi e bruciandoli cos\u00ec da non trasmettere il patogeno: in questo caso per\u00f2 purtroppo i sintomi sono latenti e diventano evidenti dopo due o tre anni di incubazione della malattia stessa per cui qualche pianta malata potr\u00e0 essere potata insieme alle sane. Buoni risultati si ottengono anche con la <strong>pratica della capitozzatura<\/strong> o taglio di ritorno che consiste nell&#8217;eliminare parte della marza infetta fino a che non si trova legno sano senza vasi occlusi e allevando successivamente un tralcio che sicuramente la pianta ricaccer\u00e0 e che funger\u00e0 da marza futura. Qualora la parte infetta avesse raggiunto il colletto, che altro non \u00e8 che la parte subito sopra l\u2019innesto, la vite andr\u00e0 sostituita.<\/p>\n<p>Purtroppo, non essendoci rimedi, bisogna convivere con questa patologia cercando di mettere in pratica le note precedentemente descritte.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>&#8220;Alcune viti crescono nel terreno sbagliato, altre si ammalano prima della vendemmia e altre ancora sono rovinate da un cattivo viticoltore. Non tutta l\u2019uva fa il vino buono.&#8221;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">(Wilbur Smith, scrittore)<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-1068 size-large\" src=\"https:\/\/demo.wabi.it\/le-manzane\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/3-e1532341496148.jpg\" alt=\"\" width=\"768\" height=\"1024\" \/><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":14786,"template":"","meta":{"inline_featured_image":false},"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v21.3 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Mal dell\u2019Esca - Le Manzane<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.lemanzane.com\/en\/papercigno\/mal-dellesca\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"en_US\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Mal dell\u2019Esca - Le Manzane\" \/>\n<meta property=\"og:description\" content=\"Ciao cari amici Wine lovers, siamo in estate inoltrata ed il PaperCigno si guarda attorno perplesso&#8230; come me avrete sicuramente notato anche voi, durante le vostre passeggiate tra i vigneti, parecchie viti che presentano tralci e foglie con parti clorotiche anche importanti. 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