Che differenza c'è tra Glera e Prosecco? - Le Manzane
Che differenza c’è tra Glera e Prosecco?

Buongiorno cari lettori, il vostro PaperCigno è ancora in modalità vendemmia!

Ed è proprio in mezzo ai grappoli d’uva che mi è venuto in mente di scrivere questo numero dell’Eco, per fare un po’ di chiarezza. Vi metto alla prova con un quesito:

“Che differenza c’è tra Glera e Prosecco?”

Se siete dubbiosi, vi do la soluzione: quando diciamo GLERA parliamo di uva, quando diciamo PROSECCO ci riferiamo esclusivamente al vino.

Dalle uve Glera, quindi, otteniamo il vino Prosecco. Attenzione: questa è una regola che vale soltanto all’interno dell’area DOC e DOCG; fuori da quest’area e da questa denominazione, il vino prodotto dalle uve Glera non si può chiamare Prosecco.

Per fare un esempio che calza a pennello, possiamo citare il conosciuto vino toscano Chianti.
Da uva Sangiovese si ottiene vino Chianti, ma soltanto all’interno delle omonime zone DOC e DOCG in Toscana, fuori da quest’area il vino prodotto con uva sangiovese non si può chiamare Chianti.

L’Italia enoica è piena di questi esempi e talvolta è difficile districarsi ma voi siete fortunati perché ogni vostra domanda avrà una risposta proprio qui, ne L’Eco del Papercigno.

E visto che abbiamo fatto un salto in Toscana e il periodo è quello giusto, vi saluto con una ricetta facile e gustosa:

Schiacciata con l’uva
Sfrigolate sul fuoco un po’ di olio EVO insieme a qualche rametto di rosmarino quindi togliete il rosmarino. Prendete ½ Kg di pasta di pane e lavoratela bene con l’olio EVO che avete scaldato. Quando la pasta avrà assorbito tutto l’olio, stendetene metà sul fondo di una teglia unta. Su questo strato di pasta stendete molti acini di uva nera, nella misura di 1 Kg di uva per ½ Kg di pasta. Zuccherate un poco e ricoprite questo strato con l’altra metà della pasta. Stendete ancora dell’uva sopra e zuccherate abbondantemente. Mettete in forno ben caldo e togliete quando la crosta sopra sarà dorata.

Cenai con un piccolo pezzo di focaccia,
ma bevvi avidamente un’anfora di vino;
ora l’amata cetra tocco con dolcezza
e canto amore alla mia tenera fanciulla
Anacreonte

Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere
il 10% di sconto sul tuo primo acquisto

Ciao hai bisogno di aiuto?