Un bicchiere di Metodo Charmat, s’il vous plaît!

Anno 2023 nr 2

PaperCigno Curioso

 

 

Care amiche e cari amici wine lovers,

che bello rivedervi anche in questo nuovo anno!

Come avete passato le feste? Avete messo in pratica qualcuno dei miei consigli sul vino e i suoi abbinamenti pazzeschi? No?

Scusate, faccio sempre troppe domande… lasciate allora che vi racconti qualcosa di interessante.

Da vero PaperCigno Curioso quale sono durante le vacanze, in compagnia dei miei simpatici amici di sempre, me la sono spassata alla grande tra cene, scampagnate e osterie. Una sera, per stupire un po’ la platea, al momento di ordinare l’aperitivo, sono uscito con:

 

Cameriere, un bicchiere di Metodo Charmat (Martinotti)!

 

Un bicchiere di cosa? Un bicchiere di chi?

Beh, cari amici amanti del nettare divino, è inutile girarci attorno, lo sapete che sono un tipo davvero curioso e non riesco a fare a meno di scoprire sempre qualcosa di nuovo sul vino. Si dà così il caso che avessi appena imparato qualcosa sul metodo Martinotti, e non vedessi l’ora di sfoggiare le mie conoscenze in pubblico. Proprio come farò ora, parlandovi di un metodo di spumantizzazione che forse non tutti hanno sentito nominare… anche se i vini prodotti con questa tecnica sono sulla tavola di tutti!

Nato all’inizio del Novecento, il metodo Martinotti o Charmat (rispettivamente i cognomi di chi ha brevettato la strumentazione per realizzarlo e di chi lo ha inventato) prevede una seconda fermentazione all’interno di serbatoi a tenuta di pressione, chiamati autoclavi.

Il vino riposa all’interno di queste autoclavi per un periodo che può andare da 1 a diversi mesi nei casi più estremi, in compagnia di lieviti selezionati e dello zucchero, l’ingrediente necessario per riattivare la fermentazione.

È qui che i lieviti si nutrono degli zuccheri, trasformandoli in alcol e anidride carbonica – da cui derivano le famose bollicine che amiamo tutti!

 

Il Prosecco è l’esempio più classico di vino con questo metodo

 

Poi, successivamente a una filtrazione necessaria all’eliminazione dei lieviti che hanno svolto il loro lavoro, arriva il momento di imbottigliare lo spumante, pronto poi per essere stappato in compagnia.

È un processo davvero semplice e rapido, ed è per questo che con il metodo Charmat o Martinotti si ottengono vini freschi, leggeri e fruttati: proprio come il prosecco!

Ecco, cari amici wine lovers, ora lo sapete: la prossima volta che ordinerete un bicchiere di prosecco ricordatevi che state ordinando un bicchiere di Charmat!

 

Alla prossima amici!

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